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Lintelligenza artificiale - Piero S.

Piero S. Lintelligenza artificiale - Fanco muzzio editore , 1987. - 282 p.
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In definitiva gran parte della comprensione di una storia dovuta a due fattori: il processo di abduzione e l'esistenza di schemi.

Un altro fattore che gli studi stanno mettendo in crescente risalto Ia motivazi-one. Una volta noto "perche" Ia storia esiste (un fatto strettamente legato ELAB ORAZIONE DEL LINGUAGGIO NATURALE 11.5

all'identificazione del focus e del goal) immediate trovare tutta una serie di azioni che sono collegate. Per esempio, una volta capito che un uomo sta guidando lapropria auto, diventa molto facile comprendere ogni riferimento a sterzo, cambio, freno, rettilineo, curve, ecc. Viceversa, sentire frasi relative a questi soggetti senza aver chiaro che si tratta di qualcuno che sta guidando un'auto puo create un attimo di incertezza di confusione, attimo che durera finche non sara stata correttamente individuatalamotivazione dell'azione (o, se si preferisce, finche non saranno correttamente individuati il focus e il goal del discorso).

Infine, chiaro che il processo di comprensione di unastoria dipende molto dalla capacita di stabilire relazioni causali fra vari avvenimenti: un film proiettato alla rovescia impossibile da comprendere perche non si capisce come da una scena si passi alia successiva. La catena degli eventi deve essere in un certo senso dedueibile anello per anello sulla base di cio che precede, (nel caso complesso) sulla base di cio che puo essere dedotto da cio che precede. Anche il intricato giallo di Hitchcock ha una logica causale ben precisa, che, come noto, potrebbe essere dedotta fin dall'inizio, se solo il regista non ci avesse confuso Ie idee.

Nel 1975 Chuck Rieger propose una teoria per tr attare la comprensione di storie che recentemente stata riportata alla ribalta, e che si oppone ai metodi schankiani orientati al dominio. Rieger propone un'inferenza sul testo basata sulla ricerca di intersezioni fra catene causali. Ogni frase viene tradotta in una catena causale, una sorta di albero che si sviluppa in tutte Ie direzionr. Gli alberi di due frasi possono a un certo punto intersecarsi. Quell'intersezione significa che esiste oraun percorso che porta dal vertice dell'una al vertice dell'altra. Quel percorso mette in relazione Ie azioni descritte dalle due frasi. In questo schema ilproblemao di generare l'albero causale. Cio avviene tramite una classe di inferenze, che vengono applicate ricorsivamente ad ogni albero. Peter Norvig, dell'Universita di Berkeley, ha definite nel 1986 Ie classi di inferenza "approssimata intesa". suo sistema FAUSTUS costruisce una rappresentazione semantica mediante un analizzatore concettuale (parser integrate), applica ricorsivamente Ie inferenze, per ogni collisione prende in considerazione il percorso che si stabilito, riconosce il percorso sulla base di una classe di "forme" di percorso primitive, interpreta il percorso sulla base della sua forma. ELABORAZIONE DEL LINGUAGGIO NATURALE 143 6.2.10. Generazione di storie (story telling)

Mike Lebowitz, alia Columbia University, ha studiato invece il caso opposto, quello di geneiazione delle storie. suo programma UNIVERSE ha come obiettivo quello di piodurre una sorta di serial televisivo incentrato su un numero fisso di personaggi. "cast" descritto da appositi frame, che per ogni protagonista descrivono la sua personalita, il suo passato e la sua relazione con gli altri. Questo insieme di frame garantisce la coerenza della stoiia, inmodo che non si abbiano matrimoni fra persone gia sposate fra un bambino e una vecchia. Per mettere in moto il ciclo occorre pero f oinire Ie "motivazioni" che guidano personaggi nella loro vita quotidiana.

Kathy McKeown, alia stessa Universita, ha sviluppato il primo formalismo completo per la geneiazione di testo. Innanzitutto si devono distinguere due fasi: quella strategica e quella tattica. La prima consiste nel decidere "cosa" si deve dire, la seconda "come" Io si deve dire. La prima decide per esempio di rispondere che una certa cosa non esiste, la seconda costruisce la fiase in inglese "it does not exist".

La ricerca si concentra sullafase stiategica, che quella piu incognita. Essa deve decidere quale strategia adottare per rispondere alia domanda. Costiuire un discorso non un piocesso mentale chiaio ed univoco. A seconda del tipo di discorso, la mente umana si compoita in modi completamente diversi. E diverso, per esempio, rispondere a una domanda di "confronto" ("preferisci l'ltalia la Francia ?"), a una domanda di "definizione" ("cos'e un mammifero ?"), a una domanda di "descrizione" ("com'e la tua auto ?"), ecc. A fronte di ciascuna domanda l'essere umano sembia aver imparato come organizzare il discorso in maniera che l'interlocutore capisca la risposta. In ciascuno di questi casi lamente mette in moto dei meccanismi diveisi. O perlomeno essi appaiono tali alio stato della ricerca attuale. Queste sono Ie "Strategie di discorso", ed esse sono piaticamente infinite.

McKeown ha peio identificato quali sono componenti elementari di tutte Ie Strategie di discorso: Ie tecniche di retorica. Una tecnica di retorica sostanzialmente un piano mentale che richiede certe informazioni in certi ruoli. Combinando tecniche ietoriche si ottengono Strategie di discorso. Pertanto, data una domanda, si tratta di identificaie Ie tecniche retoriche necessarie ad ottenere la risposta e combinaile nel modo opportuno.
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