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Lintelligenza artificiale - Piero S.

Piero S. Lintelligenza artificiale - Fanco muzzio editore , 1987. - 282 p.
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1. H soggetto "crede" in qualcosa.

2. Il soggetto "convince" l'interlocutore che quel qualcosa veto.

3. Il soggetto "crede" che l'interlocutore "creda" che sia vero.

4. L'interlocutore "crede" che sia vero.

Perrault particolarmente interessato alla "comunicazione di convinzione". La sua teoria della convinzione psicologica, e si contrappone a quelle epistemiche.

BarbaraGrosz (1986) haridefinito la struttura del discorso identificando altre tre componenti:

La struttura linguistica.

La struttura intenzionale, che descrive Ie relazioni fra Io scopo del discorso e Io scopo delle singole frasi, quali sono messi in relazione fra di loro da opportune gerarchie.

La struttura attenzionale, che descrive la dinamica del fuoco del discorso.

Altre teorie del discorso prevedono di definite un "contesto" nel quale vanno interpretate Ie frasi (contesto che serve, di fatto, a predefinire quali tipi di frasi ci si puo attendere, qual il loro scopo, come sono correlate alle altre ecc.) oppure, come quella di Lidia Polanyi ai BBN (1984), di costruire un "parser di ELAB ORAZIONE DEL LINGUAGGIO NATURALE 11.5

discorso" che partiziona il discorso nelle sue componenti linguistiche e sociali (scherzi, storie, domande, risposte ecc.).

Il problema maggiore che pragmatisti si troveranno a dover affrontare quello dell'"incertezza" insita in ogni fenomeno linguistico. Una delle differenze palesi fra gli artificiosi linguaggi formali e linguaggi natural! che primi sono assolutamente precisi, mentre secondi sono soltanto approssimati. Una formula matematica dice qualcosa di molto ben definite, mentre una frase si limita spesso a dare un'idea. Affermare "Mi piace" non implica un'accetta-zione totale e incondizionata al 100%, ma soltanto un'opinione, spesso im-provvisa e potenzialmente fluttuante nel tempo.

Anche Imiitandoci ai due casi di studio principali della pragmatica, chiaro che spesso non esiste un unico focus nel discorso, ma piuttosto un coacervo di soggetti dei quali uno preminente, ma non bisogna smettere di considerare anche gli altri (e il lor o ruolo potrebbe invertirsi in ogni istante). E cosi per il goal del discorso, che non una quantita ben definibile, e per strada potrebbe persino variare leggermente.

Questo anzi il vero senso del ruolo pragmatico che il linguaggio naturale ha nel rapporto fra gli esseri umani. Proprio questa sua estrema flessibilita ci consente di comunicare tante complesse informazioni in modo cos! rapido ed efficace.

La sensazione che gli studi sul linguaggio naturale stiano per arrivare al punto in cui non potranno considerare Io NLP come una scienza a se stante ma dovranno immergerlo nel vasto scenario dei processi cognitivi della mente umana.

limite di tutte Ie branche dell'Intelligenza Artificiale che prima poi ci si dovra conf rontare con Ia verita elementare che l'lntelligenza non una cosa che si possa affettare e distribute in giro: un'entita unica e indivisibile che va trattata nel suo complesso, ed ogni fenomeno non che una manifestazione esteriore di quest'entita.

6.2. Teoria del linguaggio naturale 6.2.1. Grammatiche

primo elemento di ogni sistema che sia in grado di comprendere un linguaggio naturale il vocabolario di quel linguaggio, ovvero l'elenco delle parole che ELAB ORAZIONE DEL LINGUAGGIO NATURALE 11.5

possono essere usate parlando in quel linguaggio. Il secondo elemento una grammatica, che stabilisce secondo quali regole si possono combinare tali parole per parlaie tale linguaggio. Questi due elementi definiscono la "sintassi" del linguaggio.

Diciamo subito che perlomeno dubbio il modo in cui questi due fattori intervengono nel caso della mente umana. Che ogni italiano sia in grado di dire se una parola appartiene al linguaggio italiano meno, puo essere vero, ma non implica necessariamente che nel cervello umano esistaun lungo elenco di parole in ordine alfabetico. E per quanto iiguarda Ia grammatica si tenga presente che tutti imparano prima a parlaie, e soltanto poi Ie varie regole grammaticali che presiedono al linguaggio (molte delle quali verranno oltretutto dimenticate in breve tempo).

Si tratta insomma di un altio caso di "rappresentazione" di un fenomeno reale in termini che siano facili da trattare con gli strumenti di cui disponiamo. In fisica, per esempio, pianeti non sanno di seguire una certa legge matematica nel Ioro moto Orbitale attorno al Sole, ma quella legge matematica molto impor-tante affinche noi si possa capiie cosa sta succedendo e cosa succedera in futuio. Analogamente, linguisti devono coniare strutture matematiche che (forse) non esistono neppure nella realta, se vogliono avere qualche speranza di ragionare sulla struttuia del linguaggio.

La grammatica del linguaggio naturale viene solitamente definita tramite "regole di risciittura" (rewrite rule). Per esempio, Ia grammatica:

FRASE SOGGETTO + PREDICATO

SOGGETTO -> ARTICOLO + NOME PREDICATO -> VERBO + COMPLEMENTO
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